Cafe Racer: un fenomeno in crescita

Il fenomeno Cafè Racer nasce dal leggendario Ace Cafè di Londra, un locale pubblico sulla North Circular, nato nel 1938 come punto di ristoro per trasportatori. Aperto 24 ore al giorno veniva scelto come punto di ritrovo dei giovani dell’epoca che qui si davano appuntamento raggiungendolo con le loro motociclette. La motocicletta era l’espressione della cultura rock, da cui nacquero gare clandestine su moto pesantemente modificate a livello estetico. Lo sviluppo della cultura del Rocker, in cui la motocicletta aveva un ruolo di primo piano, e la nascita delle prime gare clandestine, contribuirono alla propagazione di tale fenomeno.

Originariamente progettato per andare da un caffè all’altro, lungo le strade britanniche, il cafè racer doveva essere veloce per consentire al suo conduttore a fare il viaggio di andata e ritorno nel tempo di una canzone!  Oggi per Café racer si intende una motocicletta dall’aspetto decisamente sportivo, spesso in stile rétro, strutturalmente e meccanicamente comparabile ad una motocicletta di serie. Si parla di una moto “non stock”, che presenta delle radicali modifiche rispetto alle sue sembianze originali. A livello tecnico le elaborazioni sono molto semplici, come la sostituzione dei filtri dell’aria con eguali più porosi, o addirittura la loro rimozione, e l’installazione di carburatori maggiorati.

Se da un lato è forte la connotazione sportiva, dall’altro sono moto caratterizzate da un aspetto al quanto retrò. Gli elementi caratterizzanti sono i tipici manubri da corsa “clip-on” bassi e stretti, i serbatoi allungati, le selle monoposto e l’assenza quasi totale delle carene, per non rubare la scena ai carter motore spesso in alluminio lucidato.  Vista la grande popolarità raggiunta nel corso degli anni dalle café racer, alcune famose case motociclistiche, a partire dagli anni ottanta, hanno avviato una produzione di modelli così denominati. Presentavano, come tradizione voleva, un’estetica sportiva ma allo stesso tempo molto appariscente.